COSTRUIRE IL FUTURO

L’universo è in espansione e nel suo espandersi ogni istante crea spazio tempo. Il futuro dei prossimi cinque minuti non è stato ancora creato. Come possiamo prevedere ciò che succederà?

L’energia è un’onda, in movimento e non locale. La massa, invece, è locale. Con essa, a differenza di quanto avviene con l’energia, è possibile calcolare la località. Mi domando: dov’è la mia auto? Se non me l’hanno rubata, sarà ancora dove l’ho parcheggiata. Ecco la località. Mi spiego ancor meglio. Possiedi un cellulare, un cellulare è fatto di materia, quindi è locale. Il telefono squilla: qualcuno ti chiama. L’onda elettromagnetica in arrivo è energia, quindi è non locale. Che cosa vuol dire allora non locale? Non posso dire che qui c’è energia e qui non ce n’è. L’energia non si trova localizzata lì o qui, ma ovunque. Il cellulare è locale, l’onda elettromagnetica è non locale. La località prevede una collocazione nello spazio e nel tempo. Con la non località non sono né spazio né tempo. Siamo nel regno dell’istantaneo. Il campo quantico, per definizione, non ha né spazio né tempo. Quello che appare come certezza definita nella realtà locale, nel campo quantico la collocazione in uno spazio/tempo risulta impossibile da definire proprio perché qui spazio e tempo non esistono. Che cosa accade là dove non esistono lo spazio e il tempo? Non ci sono più certezze. Ci sono solo probabilità.

Secondo la teoria del Big Bang, circa 13 miliardi e settecento milioni di anni fa un piccolissimo punto di energia è esploso irradiandosi nell’universo. Se fosse esplosa una massa locale, l’onda d’urto sarebbe andata in una sola direzione. Invece, come energia non locale, si è irradiata in ogni direzione. Sai qual è la differenza fra massa ed energia? In pratica, grazie ad Einstein e alla sua equazione E = MC2, sappiamo che non alcuna differenza. C’è solo una differenza di frequenza. 

Ragioniamo: spazio e tempo sono nati con il Big Bang. Ciò vuol dire che a livello energetico spazio e tempo prima non esistevano perché sono nati dopo. Ammetto di esprimermi in modo concettualmente sbagliato perché, non esistendo il tempo, non possiamo parlare di prima e dopo, ma lo faccio soltanto per farmi capire. Diciamo allora che spazio e tempo sono nati da 13 miliardi e 700 milioni di anni. Se il tempo si fosse fermato 6 miliardi e 300 milioni di anni fa nel nostro universo non ci sarebbe stata alcuna forma di vita così come la conosciamo. Che cosa ne avremmo concluso? Che se per quasi sette miliardi di anni non c’era mai stato nulla, per la legge della continuità avremmo detto che non ce ne sarà mai.

L’universo sta tuttora espandendosi. Ciò vuol dire che oltre le pareti del cosmo non esiste lo spazio/tempo, ma che sta creandosi attimo per attimo grazie all’espandersi dell’universo stesso. Nell’universo non c’è mai stato il prossimo secondo e neppure il prossimo ancora, figuriamoci i prossimi cinque minuti! E tu allora come fai a sapere quello che accadrà domani, fra una settimana, in un prossimo futuro? Lo spazio e il tempo valgono solo per un istante successivo, poi ci sarà un altro istante, un altro istante ancora, fino a creare un continuum spazio temporale. E non è possibile che in quell’istante ci siano le stesse cose dell’istante precedente, altrimenti vorrebbe dire che saremmo fermi, immobili. Ma se cambiamo, tutto cambia.

Rifletti: secondo te da un istante all’altro tutto resta uguale? Non va così. La realtà non è lineare e continua come l’acqua di un rubinetto che scorre. Non c’è continuità del tipo “finora non ce l’ho fatta”, non ce la farò mai. Non possiamo sapere che cosa accadrà domani. Tutte le nostre previsioni sono fatte in base al passato. Perché non sono stato capace di mettere i numeri vincenti sulla schedina dell’enalotto? La causa è la continuità con il nostro passato. Di conseguenza, su che cosa fondiamo il nostro futuro? Sul passato. Prevediamo il futuro in base al passato. Se il mio passato mi condiziona, dal punto di vista psicologico prevedo il futuro esattamente come il passato. Sorge allora un’altra domanda: se non c’è ancora il prossimo istante, chi decide quale e come sarà? Chi è l’osservatore che sceglie tra le infinite onde di possibilità del campo quantico quale sarà il prossimo spazio/tempo, il prossimo istante? La coscienza. La coscienza plasma la mente, il corpo e lo spazio/tempo. 

L’universo è ancora in fase di creazione. Non è già stato creato! L’universo non è già lì. Questo è il dogma della religione che vorrebbe il mondo già creato. Se fosse così, tu ed io saremmo davvero insignificanti. Non potremmo fare nulla per modificare una realtà predeterminata. Al massimo potremmo giocare con ciò che già c’è. Questo, però, non è vero. Ciascuno di noi, consciamente o inconsciamente, sceglie una possibilità dal campo quantico vibrante nel quale siamo immersi e del quale facciamo parte e la trasforma nella propria realtà istante per istante, per la ragione che lo spazio e il tempo di ciascuno stanno materializzandosi nello stesso modo. Istante per istante. Siamo noi a scegliere il nostro destino. Siamo noi ad avere tra le mani il timone della nostra vita. Il problema è sapere come indirizzare le nostre scelte. Se sono un mammifero e mi mantengo nella mia area protetta, le mie azioni saranno indirizzate soltanto a come garantire la mia sopravvivenza e allora, come e quando potrò dare una svolta alla mia vita? Ormai dovrei saperlo. Con un atto intenzionale e consapevole. La creazione non è un atto, è un processo: osservazione, collasso della funzione d’onda, scelta delle configurazioni possibili. È un processo intenzionale, consapevole. Stiamo creando ogni attimo della nostra vita. È naturale che sia così: in fondo, dal punto di vista della scienza accademica, siamo macchine ma è possibile che semplici macchine producano realtà?