GUARIGIONE E BENESSERE

Psiche e materia fanno parte dello stesso mondo e sono in costante contatto l’una con l’altra. Perciò è possibile, e persino probabile, che psiche e materia siano due diversi aspetti della stessa identica cosa”.  Questo concetto espresso da Carl Gustav Jung nel suo libro “Ricordi, sogni, riflessioni” anticipano di qualche decennio le scoperte delle neuroscienze secondo le quali mente e corpo si scambiano informazioni per coordinare la fisiologia di un unico sistema corpo-mente. La scoperta, soprattutto, della numerosa presenza di peptidi oppiacei nel cervello e nel sistema immunitario con relativi recettori era stato il primo probante indizio che mente e corpo dialogavano tra loro. In seguito, osservando più da vicino la connessione tra oppiacei e sistema immunitario, divenne presto chiaro che esisteva una rete di informazioni trasmesse in tutto l’organismo che coinvolgeva molte cellule e tessuti. Era appunto la rete psicosomatica del sistema corpo-mente. Da questo punto di vista non è più possibile sostenere che malattia e immunologia operino in modo isolato, con il corpo che subisce supinamente l’influenza di agenti o microrganismi esterni. Non è più possibile accettare l’idea che la guarigione e il benessere dipendano soltanto dal fatto di debellare virus e batteri, che è poi l’approccio classico e istituzionale della medicina moderna.  È vero piuttosto che le cause delle malattie esistono in tutte le vie e punti nodali che costituiscono la superstrada dell’informazione corpo-mente e derivano piuttosto dallo stress emotivo.  Voglio dire che cause concatenanti possono essere sì l’aggressione del virus all’organismo ma anche, di conserva, il modo col quale il corpo reagisce a quell’attacco. La ricerca suggerisce che lo stato emotivo di una persona gioca un ruolo rilevante nel determinare con quanta efficacia sarà in grado di combattere le infezioni. Le ultime parole di Louis Pasteur sul letto di morte furono: “Non è il microbo, ma l’ambiente”, indicando con ciò una condizione nella quale opera il microbo e grazie alla quale una persona reagisce mantenendosi sana o ammalandosi. Adottando la fisiologia del nuovo paradigma di un sistema corpo-mente e di una rete psicosomatica, sostiene l’immunologo amaricano Michael Ruff, possiamo comprendere come “emozione e informazione possano creare un ambiente che ostacola i sistemi e interferisce con un funzionamento salutare, impedendo il benessere e causando la malattia”. La memoria è immagazzinata nelle cellule a livello di recettori in tutto il sistema corpo-mente. Quando sperimentiamo un evento traumatico, fisico o psicologico, una componente emotiva di quel trauma persiste nel corpo così come nel cervello. Per una guarigione più efficace, quindi, ha senso coinvolgere l’intero corpo-mente, non solo il cervello o il corpo. In questo caso è utile sapere che il sé fisico è la mente inconscia. A livello del corpo siamo inconsapevoli della mente. Ciò vuol dire che se siamo inconsapevoli di ricordi e traumi immagazzinati nel nostro sistema corpo-mente non possiamo far nulla per metabolizzarli. Il primo passo verso la cura e la religione deve riguardare il sapere dove il passato e le ferite sono stati archiviati e provare a scioglierli. Naturalmente questo è il compito dei terapeuti che sono in grado di aiutare le persone e a diventare consapevoli di ciò che non possono sapere.

Mi chiedi come sia possibile accedere alla rete psicosomatica: te ne ho parlato in video precedenti. Per esempio, il linguaggio è uno strumento molto potente da usare. Anche la musica e l’arte sono modalità efficaci per accedere alla rete per guarire. Un altro modo è somatico e riguarda l’impiego di terapie fisiche come chiropratica, massaggio e altre forme di lavoro sul corpo. Tuttavia c’è qualcos’altro, riportato nei casi più gravi ed estremi di malattie cui non era stata nessuna speranza di recupero, qualcos’altro che interveniva per ristabilire il benessere e la guarigione: un’esperienza trasformativa personale che precedeva la remissione del male. Lo stesso Dalai Lama, in un incontro con gli scienziati interrogato sul tema della guarigione, dette la sua risposta sull’esperienza miracolosa di certe persone. Raccontò che stava viaggiando in India quando si ammalò gravemente e fu portato in ospedale. Mentre guardava fuori dal finestrino dell’ambulanza che procedeva a gran velocità, notò la sofferenza, la povertà, la fame di così tante persone nelle strade della città. Alla fine, la sua mente non fu più concentrata sul disagio del suo stare male, che presto svanì. Quando raggiunse l’ospedale non aveva più i sintomi iniziali e non fu necessario alcun trattamento.  Michael Ruff, al quale dobbiamo questa testimonianza, racconta che la risposta del Dalai Lama gli aveva indicato che salute e benessere avevano bisogno dell’interazione umana. Per stare bene dobbiamo essere in relazione gli uni con gli altri e tramite le nostre connessioni siamo in grado di generare salute nel nostro corpo-mente. In fondo, era stata la compassione, dal latino cum patior, soffrire insieme, che aveva guarito il Dalai Lama. Ecco quindi la strada da perseguire verso la guarigione e il benessere, una strada aperta a tutti costruita sulla compassione, il perdono, l’amore verso tutti coloro che ci accompagnano nel nostro viaggio attraverso l’esistenza.