I misteri di Giza

Chi ama il meraviglioso non ha mai creduto e non crede a ciò che continua a sostenere l’egittologia accademica e ufficiale con pervicacia degna di miglior causa: le tre piramidi di Gizah, note come quelle di Cheope, Chefren e Micerino risalirebbero alla IV dinastia, quindi a circa 4500 anni orsono e in passato avrebbero custodito le spoglie dei tre faraoni. In Egitto ci sono un centinaio di piramidi ma quelle più famose, oltre alle piramidi di Gizah non arrivano a contarsi sulle dita delle mani. Ebbene, basta osservare le tre di Snefru, padre di Cheope,ovvero la falsa piramide di Meidum, , la piramide romboidale, e la piramide rossa a Dashur, quella ancora precedente, quella a gradoni di Zoser a Saqqara, quella di Sekhemkhet e infine Unas con i celebri testi delle piramidi, per rendersi conto che sono tutti tentativi mal riusciti di eguagliare in perfezione e magnificenza le tre piramidi Gizah. La grande piramide è stata costruita intorno al 2560 av Cr.da Cheope figlio di Snefru. Ne è testimonianza, dicono i sacerdoti dell’Egittologia, il cartiglio con il nome del faraone trovato in una delle camere di disimpegno al di sopra della camera del re, nonostante sia stato ampiamente dimostrato che si tratti di un falso compiuto da Howard Vyse, un avventuriero britannico che affermava di averlo scoperto.

Zahi Awass, considerato l’ultimo faraone dell’archeologia egiziana, che ho intervistato circa dieci anni fa si mostrò tetragono nell’affermare l’originalità delle costruzioni egizie tanto da non accettare neppure l’idea di possibili influenze esterne nell’evoluzione della civiltà egizia. E allora? Come è possibile ancora oggi attribuire alla Grande Piramide il carattere di cenotafio, di tomba priva di spoglie umane, in totale contrasto con le conoscenze storico-religiose, ancor prima che archeologiche, sulle usanze funebri dell’Antico Regno?

Gli anni ‘90 del secolo scorso rappresentano un momento fondamentale per lo studio dei misteri di Gizah, quando Robert Bauval pubblica la sua teoria della Correlazione fra le piramidi e le stelle della Cintura d’Orione. Per la prima volta nella storia dell’archeologia, ci dice Armando Mei, un rinomato ricercatore, esperto dell’Egitto predinastico, una ricerca indipendente, scientificamente rilevante, stravolge i canoni precostituiti, rilanciando la possibilità che il passato remoto dell’umanità abbia vissuto ben altre evoluzioni. Secondo Bauval, le tre stelle di Orione sono inclinate in direzione sud-ovest lungo una diagonale relativa all’asse della Via Lattea e le piramidi sono inclinate sempre in direzione sud-ovest lungo una diagonale relativa all’asse del Nilo. Se si osserva attentamente in una notte serena si vedrà che anche la più piccola delle tre stelle, Mintaka, si trova leggermente spostata ad est rispetto alla diagonale principale formata dalle altre due. Questo disegno è riprodotto sul terreno dove riscontriamo che la piramide di Micerino si trova spostata esattamente nella misura giusta rispetto alla diagonale principale formata dalla piramide di Chefren, rappresentata dalla stella centrale, Alnilam, e la grande piramide che rappresenta Alnitak. Nonostante le successive dimostrazioni scientifiche a sostegno della teoria di Bauval, l’egittologia ufficiale ha rigettato con disprezzo la ricerca giudicandola priva di fondamento. Eppure, fin dagli anni ’50 si sapeva dei condotti della camera della regina e del re della grande piramide puntati sulle stelle del Cane (sirio) e di Orione. Tutto faceva pensare che la piana di Gizah era davvero la riproduzione sulla terra di una porzione di cielo notturno.

Certo, però, non era possibile fantasticare che gli uomini di 4500 anni fa fossero in grado di ideare un progetto così ampio e preciso pur nei minimi dettagli. Allora chi e in che epoca era stato realizzato? Rispondere alla domanda su chi ne erano stati i costruttori, è difficile, perché ovviamente non abbiamo elementi sostanziali per appurarlo, mentre per l’epoca poteva essere più semplice: bastava un software in grado di dirci in che epoca quello spicchio di firmamento era congelato nella planimetria delle tre piramidi. Secondo Bauval, Gizah rispecchiava il cielo notturno del 10.500 avanti Cristo, ma siamo sicuri che gli elementi fossero quelli e incasellati nel posto giusto? Secondo il nostro Mei, no. Mancavano alcuni tasselli che, come vedremo, avrebbero retrodatato di parecchi millenni la data della correlazione delle costruzioni di Gizah con il cielo notturno della cintura d’Orione. Che significato aveva la riproduzione del cielo notturno di Orione? Era il Duat, l’aldilà, il regno di Osiride, la destinazione finale del Ba, l’anima dei mortali.

Nei prossimi video esamineremo il papiro di Torino con il canone reale di Manetone, l’enigma della Sfinge, la Grande Piramide e la sua funzione, per cercare di svelare i “Misteri di Gizah”.