LA FISICA DELL’ANIMA

Dobbiamo prendere coscienza che siamo vittime di un inganno colossale, perpetrato dai nostri modelli mentali che ci fanno credere a una realtà virtuale e nient’affatto reale. Dobbiamo cominciare con il demolirli e riportare l’uomo al centro dell’universo. Dobbiamo dar vita a una rivoluzione quantica, ciascuno per se stesso. Ciò che vediamo con i nostri occhi non è reale. Noi vediamo la luce che i nostri corpi riflettono. Se ci pensate bene, non è un dettaglio trascurabile. La coscienza, se l’ascoltiamo, ci fa sentire qualcos’altro. C’è infatti dentro di noi una parte, la più cospicua, che vive di sensazioni, intuizioni, ispirazioni improvvise. L’inganno di cui siamo vittime inconsapevoli è culturale. La cultura dominante della nostra civiltà occidentale, ci dice l’astrofisica Giuliana Conforto, è quella della Bibbia. Non è ingannevole la Bibbia in sé, se la prendiamo per ciò che è, la cronaca di un popolo, quanto le interpretazioni, le interpolazioni spirituali e teologiche che ne sono state date. Nessuno ci ha cacciato dal Paradiso Terrestre per aver dato un morso a una mela. La mela fa parte della nostra storia. Non è un caso che assomigli proprio a una mela la magnetosfera che circonda Terra. Il nostro pianeta è intrappolato tra due schemi bipolari, noti come la Fasce di van Allen, uno positivo, l’altro negativo. È un gioco degli specchi che crea un campo elettromagnetico che nasconde tutto quello che c’è.

Noi esseri umani siamo coscienti di noi stessi sia con la luce accesa sia con la luce spenta. Tuttavia non siamo in grado di accorgerci di ciò che sta fuori della magnetosfera perché siamo abbagliati dal campo elettromagnetico. La Terra è una mela bipolare che sta diventando quadripolare, ci dice la Conforto. Con l’uomo senza volto, Magritte ci dice che il nostro problema è la vista. Di tutta la massa esistente vediamo solo il 4 per cento perché solo il 4 per cento della massa calcolata riflette la luce. Di tutto lo spettro elettromagnetico cogliamo una minima parte. Non vediamo i raggi ics, i raggi ultravioletti. Non vediamo neppure gli infrarossi. Li vediamo solo con gli strumenti. Se ci vedessimo con i raggi X, ci vedremmo come scheletri, con i raggi infrarossi, coglieremmo il calore che emaniamo e ci vedremmo più espansi. La visione che noi abbiamo, è illusoria perché vediamo soltanto una minuscola gamma di frequenze. Non vediamo neppure tutto quello che la luce ci trasmette. Fateci caso, amici. Vediamo solo il passato. Infatti, guardiamo il cielo stellato e osserviamo ciò che le stelle erano nel passato. La luce che ci arriva dalle stelle della cintura di Orione ha percorso un viaggio di 1300 anni. La luce di Alpha Centauri la costellazione più vicina ci ha messo quattro anni e due mesi per giungere fino a noi, quindi adesso la vediamo com’era più o meno nel 2014.

Gli artisti del passato la sapevano lunga. Michelangelo, dipingendo la Cappella Sistina, ha messo Dio nel cervello. Il grande artista ha voluto inviarci il messaggio: “Attenti! Siamo dentro una realtà virtuale!” una realtà cibernetica, pensata da qualcuno o da qualcosa.

Che cos’è la coscienza? È una presenza indipendente dalla luce visibile, immateriale, quantistica, non locale. Non è creata dal cervello, bensì il contrario: è la coscienza che crea il cervello. Il presente è l’unico attimo in cui possiamo agire. Se chiedessimo a un fisico matematico che cos’è il presente, non saprebbe risponderci perché nella sua scienza non c’è coscienza. La coscienza è dell’uomo ed è l’uomo che distingue il passato dal futuro. Il passato è memoria, il futuro è progetto.

Mettiamo la coscienza a fondamento della nuova scienza e riscopriremo il nuovo ruolo dell’uomo nel Cosmo, libero dai pregiudizi e dai condizionamenti del sistema che controlla i nostri modelli e dalle religioni che controllano le nostre coscienze. È il primo passo verso un nuovo paradigma del pensiero, una nuova fisica, la fisica dell’anima.